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                                         CARATTERI GENERALI DELLA RESISTENZA ITALIANA


Sul piano la Resistenza italiana, superata la prima fase dello spontaneo raggruppamento di sbandati dell'esercito regio dopo l'8 settembre, si strutturò in formazioni partigiane agili e snelle - bande, brigate, e poi divisioni- , motivate da un profondo sentimento antifascista e spesso omogenee dal punto di vista politico, come quella Garibaldi, di orientamento comunista; quelle di Giustizia e Libertà, legate al Partito d'Azione; le Matteotti, di ispirazione socialista; e le Fiamme Verdi, democratiche-cristiane.

Per rafforzare il movimento alla metà del 1944 costituito un comando generale del Corpo volontari della libertà (CVL), designato dal Comitato di liberazione nazionale per l'alta Italia (CLNAI) e diretto dal generale Raffaele Cadorna, affiancato da due esponenti delle formazioni più forti, il comunisti Luigi Longo e l'azionista Ferruccio Parri.

I partigiani italiani erano al momento della liberazione finale circa 250 000, e quindi la <<partigiana>> fu un movimento di minoranze, che ebbe però la simpatia della maggior parte delle popolazioni. Le formazioni partigiane, composte soprattutto di operai e lavoratori, operarono prevalentemente nelle montagne e nelle campagne, dove ebbero assai spesso l'appoggio dei contadini, che non rimasero sordi o estranei al <<secondo Risorgimento>> - così è stata chiamata la Resistenza – come lo erano invece stati al primo.

La guerriglia partigiana, fatta di mobilità, di rapidità nell'attacco e di prontezza nello sganciamento, saldò inoltre la sua azione alla lotta condotta nella città dai Gruppi di Azione Partigiana(GAP) e dalle Squadre d'Azione Patriottica (SAP) con sabotaggi e attentati, che venne appoggiata anche da grandi scioperi dei lavoratori dell'industria, come quelli del marzo 1944 e della primavera 1945, testimonianza del crescente isolamento della RSI. E l'azione della Resistenza acquistò una ampiezza tale da rendere possibile la costituzione in alcune zone dell'Italia del nord (Val d' Ossola, Langhe) di vere e proprie repubbliche partigiane, che si sostennero più o meno sulla base dell'autogoverno popolare.


La Resistenza subì perdite dolorose (circa 36 000 furono i partigiani caduti e giustiziati, e 10 000 civili uccisi per rappresaglia), e attraversò momenti assai gravi, come quello dell'inverno 1944-45,quando lo stesso comandante in capo alleato generale H.R. Alexander invitò i partigiani a una sostanziale smobilitazione , che la grande maggioranza delle formazioni si rifiutò di eseguire.





[da Corso di storia, Capra/Chiottolini/DellaPeruta]

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