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INTERPRETAZIONI DEL FASCISMO
Una delle più note di queste valutazioni è quella di Benedetto Croce, acui giudizio il fascismo fu uno <<smarrimento di coscienza>>, una <<malattia morale>> conseguente alla grande guerra; si verificò così una rottura negativa nella storia d'Italia, con il temporaneo venir meno nella classe dirigente degli ideali liberli. E agli stessi principi liberali si ispirava il giudizio di Piero Gobetti, che nel suo Risorgimento senza eroi ( 1926) faceva risalire la <<reazione>> fascista alle tare profonde della società italiana, ai vizi d'origine della borghsia, poco sensibile ai grandi valori civili e morali, e al fallimento del Risorgimento, che no era riuscito a collegare le masse popolare al movimento nazionale e a costruire uno Stato laico e liberale.
Di grande rilievo appaiono anche le analisi di Gaetano Salvemini, che nelle opere pubblicate durante il suo esilio (La dittatura fascista in Italia, 1928 e Sotto la scure del fascismo, 1936) sottolineò la continuità tra la degradata democrazia giolittiana e il fascismo e mise in rilievo il carattere poliziesco dello Stato corporativista e l'intreccio tra l'oligarchia fascista e le forze economiche dominanti, concentrate nella <<coalizione fra grandi proprietari, banchieri, burocrati>>. E alle radici di classe del fascismo, visto come reazione degli agrari e degli industriali al rafforzamento del movimento operaio verificatosi durante il <<biennio rosso>> fu assai attenta un'opera ormai considerata <<classica>>, Nascita e avvento del fascismo , pubblicata anch'essa all'esterno (1938) da Angelo Tasca, uno dei fondatori del Partito comunista italiano, poi espulso nel 1929 per le sue posizioni critiche. Nel suo lavoro Tasca tentava anche per la prima volta di delineare la storia interna del fascismo perchè, sosteneva <<ricostruire un'epoca, trasferire una grande esperienza non è possibile se gli eventi non si scompongono prima nei loro fattori, nelle interferenze delle cose e degli uomini>.
Degne di attenzione sono anche le interpretazioni di parte comunista degli anni '20 e '30, che si ispirano alle analisi della Terza Internazionale: i regimi autoritari di tipo fascista avrebbero cioè costituito una reazione di classe della borghesia contro il movimento rivoluzionario proletario o, come disse Stalin con una formulazione accettata dal movimento comunista, la dittatura terroristica aperta degli elementi più reazionari, più aggressivi e più sciovinisti del capitalismo finanziario. E lungo questa linea si mosse la riflessione di Palmiro Togliatti, segretario del Partito comunista italiano, che nelle sue Lezioni sul fascismo del 1935 (pubblicate solo nel 1970) definì quello fascista come un <<regime reazionario di massa>> caratterizzato da una composita ideologia funzionale alla direzione e al controllo del consenso e all'esercizio della dittatura di classe della borghesia.
Un contributo di grande importanza alla ricostruzione storica del fascismo e al connesso dibattito storiografico è venuto dalla monumentale biografia dedicata a Mussolini di Renzo De Felice (Torino, Einaudi , 1965-90). In essa l'autore vede il fascismo come un'espressione dei ceti medi in ascesa, ce diedero al movimento di Mussolini l'opportunità di instaurare uno Stato forte in linea con le aspirazione del nazionalismo e della destra conservatrice tradizionale, nella prospettiva di una modernizzazione del Paese guidata dall'alto e senza lacerazioni dell'ordine sociale. De Felice ha anche insistito sulla distinzione fra fascismo <<movimento>> e fascismo <<regime>> (l'uno ribellistico e antiistituzionale, l'altro stabilizzatore del nuovo sistema di potere) e sull'ampiezza del <<consenso>> popolare che il regime sarebbe riuscito a conseguire negli anni della conquista dell'Etiopia. Una tesi, questa del <<consenso>>, che ha suscitato polemiche da parte di altri storici che hanno insistito sulla permanenza e sulla continuità di una tradizione antifascista in consistenti avanguardie del proletario di fabbrica e in ampi settori del mondo contandino, specie nelle zone mezzadrili e bracciantili.
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