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La Resistenza salernitana
da “L'osservatore dell'Agro” Aprile 2005 , articolo di Giuseppe Colasanto
Il primo episodio di lotta partigiana di tutto il Mezzogiorno fu quello di Scafati. Fu un folto gruppo
di partigiani scafatesi, guidato da Vittorio Nappi, infatti, che dopo aver asportato a metà settembre,
armi e munizioni da un deposito dell'Esercito italiano, accese la miccia della ribellione compiendo
importanti azioni di guerra contro i tedeschi.
L'eroico drappello difese cittadini, chiese , fabbriche. E si rese infine protagonista il 28 settembre
194 della memorabile difesa del ponte sul fiume Sarno, dal quale in gran parte dipendeva la forza di
opposizione tedesca all'avanzata degli Alleanti verso Napoli. Nelle azioni di uera caddero Raffaele
Cavallaro , il giovanissimo Mimì Catalano. E, a causa delle ferite riportate, morirono anche
Pasquale Nappo e Luigi Cavallaro.
Ad Eboli, l'8 settembre il generale Ferrante Maria Gonzaga del Vodice nel mentre si opponeva
all'ufficiale tedesco che gli imitava la resa venne abbattuto da un colpo di moschetto.
A Castagneto di Cava dei Tirreni, il 16 settembre 1943 , il Maggior Pasquale Capone sparò sui
tedeschi che stavano fucilando alcuni cittadini. La reazione del nemico fu spietata : gli uccisero il
padre, e lui stesso venne catturato e fucilato sul posto.
A Salerno intanto un capitano dei carabinieri , assieme ad alcuni cittadini, attaccò i tedeschi che
stavano forzando la saracinesca del Banco di Napoli costringendoli alla fuga.
Rilevante fu anche il contributo che i Salernitani dettero in altre zone del Paese ed anche all'estero.
La mappa dei salernitani impegnati nella Resistenza è alquanto estesa: Campania, Abruzzo, Lazio,
Umbria, Toscana, Emilia, Veneto, Lombardia, Piemonte, Lero, Albania, Cefalonia, Croazia, Grecia,
Iugoslavia, Francia, Africa. Incomplete risultano invece le cifre.
Purtroppo non tutti i nomi di quegli intrepidi combattenti conosciamo, 737 sono stati i partigiani
riconosciuti, e tra questi 95 furono i caduti. 3 invece le medaglie d'argento assegnate, molteplici i
riconoscimenti attestati con medaglie di bronzo, croci di guerra, ecc.
Tra i decorati con Medaglia d'Oro alla Memoria oltre ai già citati Generale Ferrante Gonzaga Del
Vodice e il Maggiore Pasquale Capone, figurano i generali Sabato Martelli Castaldi e Roberto
Lordi, che parteciparono alla Resistenza romana e prima di finire trucidati nelle Fosse Ardeatine
vennero brutalmente torturati: i capitani Achille Olivieri di Salerno e Antonio Cianciulli di Nocera
Inferiore fucilati a Cefalonia dopo un'accanita resistenza; il soldato Nicola Monaco di Sacco,
fucilato a San Albano di Stura (Cuneo); il maresciallo maggiore della Guardia di Finanza Vincenzo
Giudice di Eboli fucilato a Bergiola Foscalina di Carrara; il tenente Lorenzo Fava di Nocera
Inferiore fucilato a Verona. L'ANPI nazionale assegnerà anni dopo a Salerno e alla Provincia di
Salerno un attestato di riconoscimento nel quale è detto che i nostri Caduti : “hanno portato Salerno
nel novero delle città care alla Resistenza”.
Scafati si vedrà conferire addirittura la Medaglia d'Oro . La motivazione : “per l'eroismo dei Suoi
cittadini nell drammatiche giornate del settembre 1943 quando per primi suscitarono la scintilla
della ribellione armata all'invasione nazista, ribellione che subito dopo doveva dilatare irrefrenabile
nelle Quattro giornate di Napoli e nel Campi Flegrei”.
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